Recensione “Risorgere” di Paolo Pecere

Paolo Pecere con “Risorgere” ci porta in viaggio con sé e i suoi personaggi fra Roma, Berlino, Hong Kong e il Tibet.

L’intreccio delle vite narrate da Paolo Pecere, rievoca i bisogni più reconditi dell’animo umano; bisogni che hanno a che fare con l’amore, il sentimento, il distacco e la perdita: quella mancanza che solo chi manca davvero, suscitando attorno a sé mille domande, sa provocare.

Il libro inizia con Gloria e Marco persi sui monti himalayani. Lei, scivolata via da Marco in un crepaccio, scatena in quest’ultimo i ricordi del loro percorso, dal primo incontro a seguire, fino a quell’avventura iniziata per cercare Chen, il padre di lei.

Chen, grande uomo d’affari del suo tempo, che ha vissuto in pieno gli anni difficili della Cina, in particolare quello dell’89, quando tutti scesero in piazza a protestare per i propri diritti. Anni duri per la Cina, ma anche quelli futuri non sarebbero stati diversi.

Naturalmente Chen, che era parte integrante di quelle proteste, ha visto l’orrore di quel tempo e Gloria, a cui parte di queste cose sono state dette da sua madre Raffaella, ha sete di sapere perché suo padre a un certo punto è semplicemente sparito dalla sua vita di bambina, spedendo a casa piccoli animali in legno da ogni parte del mondo, alimentando in lei la falsa speranza di un suo ritorno.

Ma prima di Chen ci sono Marco e Gloria, che raccontano ciò che erano e ciò che il loro rapporto saltellante ha contribuito a fare. Si conoscono a Berlino, lei così distaccata da tutto, forse anche dalla sua più grande passione: la musica. Anch’essa più un mezzo per arrivare al cuore di una persona incapace di udire, che altro.

Lui che a lei si lega subito; quel viso dagli occhi a mandorla, addosso a quella ragazza così lontana dalla Cina, dentro e fuori. Lei che non sa ancora cosa sia, se tedesca, italiana o cinese. O forse solo un ibrido di cui tutti si prenderanno sempre gioco.

Gloria è un’equazione irrisolta e difficile. Qualcosa di fragile che si tiene alla larga dai pericolosi rapporti sentimentali, ma che Marco se lo cuce addosso inconsapevolmente a suo modo, allungano e accorciando il filo.

Sparendo e tornando, sapendo che lui è pronto in ogni caso a inventarsi un modo per starle accanto, anche quando la vita a Berlino smette di avere senso e successivamente anche quella a Roma, dove anche l’ultimo granello di sabbia nella clessidra cade giù, quel granello di nome Raffaella che se ne va, muore.

E poi ecco l’idea di mettere insieme i racconti spezzati di una madre che si era bevuta la vita e aveva nominato persone che lei non conosceva nei suoi sproloqui rabbiosi, e le foto, le stranezza, quella Cina così lontana. L’idea di cercare suo padre.

Suo padre che, appena ritrovato, si mostra appena e fugge di nuovo. E poi una donna che non è Raffaella e Liang il grande amico di suo padre, che nasconde qualcosa, che ha giocato un ruolo assurdo in quella vicenda; infine, quei libri appuntati in ogni angolo, tutti tranne uno…

Le narrazioni di Marco e Liang si alternano. Storie che in fondo al libro trovano un punto comune. Le verità si succedono catastrofiche e come una catena si legano. Il finale è del tutto diverso e inaspettato, commovente per la forza che mai si spegne.

Il coraggio di cercare per cercarsi è il tratto distintivo del libro di Paolo Pecere. La ricerca delle proprie origini sfida ogni cosa. È capire i fatti inerenti al nostro Paese, per capire le reazioni che da essi hanno avuto le persone che ci appartengono e al contempo è capire che nulla ci appartiene mai veramente.

“Risorgere” è un libro complicato, non da leggere, anzi, ma da intendere nel proprio animo. È un collegamento continuo di fatti e persone che spesso altera la percezione delle cose che pensavamo di comprendere.

L’autore ha fatto un lavoro molto complicato ed è come se a un certo punto fosse proprio complicarci le cose quello che voleva fare. Perché proprio questo tipo di cose sono complicate da capire, non sono storie d’amore qualunque, sono storie di persone condizionate da vite e fatti.

Uno sguardo al futuro, a occhi chiusi, buttarsi e non sapere se si tornerà mai indietro.

(la Books Hunter Jessica)

Paolo Pecere Risorgere

Titolo: Risorgere
Autore: Paolo Pecere
Editore: Chiarelettere
Genere: Narrativa
Cartaceo: € 18,00 / Ebook: € 9,99
Pagine: 313
Uscita: 21 novembre 2019

Marco e Gloria si perdono sui monti himalayani, in una valle senza uscita oltre il confine della Cina, tra ghiacci che si sciolgono e nessun segno di vita. Gloria scivola in un crepaccio e scompare.

Erano arrivati fin qui in cerca di Chen, il padre cinese di lei, uno degli studenti di piazza Tienanmen, diventato poi ricco imprenditore in Africa, giocatore d’azzardo nei casinò di Macao, infine pellegrino nei monasteri buddhisti tibetani. Di lui Gloria ha avuto notizie solo dai racconti di sua madre.

All’arrivo della ragazza, con le sue domande sul passato, Chen è sparito e sembra si sia incamminato verso le montagne. Ma interviene sulla scena un nuovo personaggio, Liang, vecchio amico e amante di Chen, che ripercorre nella memoria la propria vita di poeta attraverso la violenza del Novecento cinese, mentre Marco cerca Gloria, e ricorda i loro anni insieme tra Berlino e Roma.

Un romanzo sul tempo, quello europeo che sembra non muoversi oltre il Novecento, e quello cinese che accelera sul futuro cercando di rimuoverlo, su mondi e lingue che si cercano e si respingono, sul passato tragico di una famiglia e di un secolo che come un sortilegio impedisce l’amore e torna a chiedere il conto.

Paolo Pecere - autore

Paolo Pecere (Roma, 1975) insegna storia della filosofia. Tra i suoi saggi “La filosofia della natura in Kant” (2009) e “Dalla parte di Alice. La coscienza e l’immaginario” (2015). Suoi racconti sono comparsi su “Nazione indiana” e “Nuovi argomenti”. Ha pubblicato due romanzi, “La vita lontana” (2018) e “Risorgere” (2019), e il manuale “Filosofia. La ricerca della conoscenza” (2018, con R. Chiaradonna).


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