Recensione “La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante

La vita bugiarda degli adulti è una riflessione intensa sulla vita, generazioni a confronto smascherate dalla veridicità dei fatti.

Ho letto molte recensioni su questo libro e alcune sono accomunate dal pensiero che le riflessioni sviscerate nel romanzo, non siano riferibili a una ragazza adolescente. Sarebbe un concetto condivisibile, se fosse vero che a scrivere il romanzo fosse stata una ragazza adolescente. Ma così non è. Il racconto è narrato da una voce adulta, che ripercorre le esperienze, i pensieri e le emozioni della propria età adolescenziale, applicando ad essi il filtro della saggezza e dell’esperienza.

Credo sia capitato a ognuno di rendersi conto di quanto i nostri pensieri siano cambiati nel corso del tempo. A uno stesso fatto, abbiamo probabilmente attribuito significati e sensazioni che sono cambiati e si sono evoluti nel tempo. L’esperienza ci tempra e ci forma, costruisce la nostra coscienza e fa maturare in noi un senso critico sempre più acuto. Non “critico” nell’accezione negativa del termine, ma “capace di valutare”. Questo è quello che è successo anche a Giovanna, la protagonista del romanzo, che giunta nella sua età adulta – che non viene mai dichiarata nel testo, ma si intuisce proprio dalla qualità delle nozioni espresse – rivaluta la sua giovinezza.

Giovanna, al tempo narrato nella storia, deve affrontare tanti cambiamenti inaspettati, mentre cerca di capire chi è lei, chi sono gli adulti che la circondano. Si domanda lei stessa che adulta sarà. Se saprà trovare una sua identità, o se sarà inevitabile assomigliare a qualcuno della sua famiglia. Giovanna cerca di capire com’è la vita degli adulti. Elena Ferrante usa un termine inequivocabile per dirlo, e lo scrive nel titolo: bugiarda.

Non vi svelerò come Giovanna arriva a maturare questa convinzione, non vi racconterò cosa accadrà nella sua vita. Vi dico però che, passeggiando in un pomeriggio di sole con la mia inseparabile socia Jessica, a proposito di questo romanzo ho detto: «Leggere questo libro è come correre su un tapis roulant. Corro corro e non arrivo mai da nessuna parte».  È stato così fino alla fine, fino a quando ho chiuso il volume cartaceo che tanto mi sono rigirata tra le mani. Ma ho capito, riflettendoci, che la meta non esiste, perché scavare dentro se stessi è un viaggio senza fine. Ci sono racconti che iniziano e finiscono e ci sono storie che invece ci girano dentro all’infinito, come capirsi e capire, che è un lavoro continuo di mente e cuore.

Riflessioni profonde, complesse, possibili perché chiare nella mente di chi le ha concepite e altrettanto onestamente espresse nelle bellissime parole scritte su queste pagine.

(La Books Hunter Barbara)

La vita bugiarda degli adulti - Cover

Titolo: La vita bugiarda degli adulti
Autore: Elena Ferrante
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 336
Prezzo di copertina: € 19,00
Uscita: 7 novembre 2019
ISBN: 9788833571683

Crescere per diventare cosa, per assomigliare a chi?

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per ritrovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell’infanzia, oscilla tra due Napoli consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s’è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando ora inerpicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposta e senza scampo.

Elena Ferrante è una scrittrice italiana.
È nata a Napoli, città che ha abbandonato presto per vivere a lungo all’estero. Dal suo primo romanzo, L’amore molesto, è stato tratto l’omonimo film di Mario Martone; dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza.

L’elusività che circonda l’autrice ha alimentato un piccolo, ma tenace mistero nella comunità letteraria. Nel corso del tempo Ferrante è infatti stata identificata con Goffredo Fofi, autore delle sole due interviste che le siano state fatte; con Domenico Starnone, scrittore napoletano, soprattutto a seguito delle analogie che alcuni critici hanno ravvisato fra L’amore molesto e un romanzo dello stesso Starnone, Via Gemito; infine di Ferrante si è vociferato che altri non fosse che Anita Raja, moglie di Starnone, traduttrice dal tedesco e redattrice in forze presso E/O, casa editrice che pubblica l’opera della scrittrice.
Nessuna fra queste ipotesi ha trovato sino ad oggi conferma.

Ferrante si produce poi in un’operazione ambiziosa, che riscuoterà molto successo: L’amica geniale è il titolo di un ciclo romanzesco dedicato all’amicizia fra due donne, composto di quattro libri usciti fra il 2011 e il 2014 (L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta). Grazie a L’amica geniale, Ferrante entra nella cinquina dei finalisti del Premio Strega, edizione 2015. Nel 2019 esce il nuovo romanzo La vita bugiarda degli adulti.


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