Recensione “Le affacciate” di Caterina Perali

Caterina Perali, con il suo libro Le affacciate, ci racconta del clima freddo e spossante capace di avvolgere chi, una volta persa la propria routine lavorativa, non sa quale sia il suo futuro.

Caterina Perali narra le vicende di Nina, che dopo anni di dedizione al lavoro, improvvisamente viene licenziata. Un carattere di quelli che non sembrano aver mai bisogno degli altri, il suo, che si bastano. Eppure scoprirà ben presto che l’apertura al mondo degli altri, è anch’essa una possibilità di ricominciare.

Contare i chiodi nelle assi del soffitto: questo è il passatempo di Nina dopo il licenziamento. Sconforto, delusione e chiusura sono i tre cardini delle sue giornate, in attesa di una mail, un nuovo impiego, una buona notizia.

Non vuole che le persone a lei care sappiano, per questo cerca di comportarsi come se tutto procedesse uguale a prima, continuando a mantenere finti impegni e particolare attenzione ai social.

È chiaro che non potrà reggere a lungo e infatti a un certo punto trova qualcosa su cui concentrarsi, tre donne che hanno molto da raccontare e che lei sente il bisogno di ascoltare, anche solo per allontanarsi un po’ dalla sua routine mancata. Entrano così in scena la leopardata, la forzuta e la smilza.

Un libro che racconta il coraggio di chi una volta caduto vuole rialzarsi.

Caterina Perali racconta una storia fin troppo vicina alla realtà e lo fa usando una narrazione semplice. Una lettura che non impegna in vorticose riflessioni, che non colpisce per qualche motivo particolare, ma che comunque reca in sé un messaggio chiaro e diretto.

(la Books Hunter Jessica)

Caterina Perali - Le affacciate

Titolo: Le affacciate
Autrice: Caterina Perali
Editore: Neo Edizioni
Genere: Narrativa
Cartaceo: € 14,00
Pagine: 160
Uscita: 7 febbraio 2020

Dopo anni di lavoro totalizzante in un’importante società di eventi, Nina viene lasciata a casa. Disoccupata, cinica e piena di pregiudizi, circoscrive la vita entro i confni del suo condominio a ringhiera, mantenendo però una forida e fttizia routine tra chat e social network: più del senso di vuoto, è l’onta della disoccupazione a toglierle il sonno.

Indolente, trascorre le giornate a osservare i condomini, punti di riferimento di un mondo intimo ma che sente lontano. Fin quando la sua attenzione si concentra su una vicina da sempre scostante, diventata improvvisamente perno silente e misterioso di un gineceo di tre anziane.

Caterina Perali, (Treviso, 1975), dopo gli studi a Venezia si sposta tra Genova e Lisbona per irrequietezza e amore delle città d’acqua. Per falsa coerenza ora vive tra Treviso e Milano, in un quartiere chiamato Isola, dove lavora nella produzione di spot pubblicitari. È stata autrice televisiva, ideatrice di social network fallimentari, sognatrice e collaboratrice per riviste di teatro e food and beverage. Suo il romanzo Crepa (2015).


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