Donne e fascismo: ecco cosa ci ha raccontanto Ritanna Armeni, autrice di “Mara. Una donna del Novecento”

lo scorso 10 febbraio, a Milano, abbiamo incontrato Ritanna Armeni e abbiamo chiaccherato del suo nuovo romanzo “Mara. Una donna del Novecento”. Ecco le sue riflessioni a proposito di donne e fascismo.

Ritanna Armeni ha scritto un libro illuminante, che abbiamo letto con entusiasmo e interesse. Lo scorso 10 febbraio, presso la sede della casa editrice Ponte alle Grazie, l’abbiamo incontrata ed è stato molto emozionante. Ecco cosa ci ha raccontato.

Il motivo per cui io, che sono notoriamente una donna di sinistra, abbia scritto di una ragazza fascista, potrà naturalmente meravigliare: io sono molto convinta, e questa convinzione viene dalla mia esperienza, che la storia delle donne è una cosa che si incrocia con quella degli uomini ma non coincide.

Mara dovrebbe essere una donna fascista, quindi moglie, madre, subordinata e sottomessa, e invece ho scoperto che le Mare non erano proprio così. Erano molto diverse dall’immagine che la Storia degli uomini, scritta dagli uomini, ci dà.

E quindi ho voluto scrivere la storia di una donna normale, quasi una bambina, che vive durante il fascismo, sotto un regime dittatoriale che aveva un rapporto particolare con le donne – le quali avevano un’adorazione particolare per Mussolini – che vive il suo percorso nei confronti del regime, come anche di se stessa, fino al momento del Referendum.

RItanna Armeni
Ritanna Armeni – 10 Febbraio 2020 – Milano

Le mia amiche mi dicono che ho una fissazione, quella di parlare sempre di libertà femminile, e così tendo a parlane sempre, anche nei miei due libri precedenti. Anche in questo caso, con questo nuovo romanzo, la scommessa era vedere se sotto all’immagine della donna fascista tramandata dalla Storia, ci fosse altro. Alla fine l’ho scoperto e ho trovato Mara.


Le donne sono entrate in crisi sulla guerra. L’immagine che il fascismo ha cercato di trasmettere alle donne di se stesse, è già molto contraddittoria, perché rispetto allo stato liberale, il fascismo le considera cittadine, di serie B ma considerate comunque. Mogli e madri con ruoli anche sociali, le donne prendono addirittura le medaglie. L’altra grande contraddizione è sull’aspetto fisico: le donne devono essere madri (possibilmente di tanti figli, quindi non magre ed esili), ma poi devono andare tutte a fare ginnastica in pantaloncini corti. Queste contraddizioni erano una cosa reale, che però si scontrava con la guerra.

Il mito delle mogli e madri crolla, le donne devono andare a lavorare e sostituire gli uomini, devono andare a cercare il pane. Secondo me, la crisi del fascismo è coincidente con la fame. Più si ha fame, meno si diventa fascisti.

Ecco che quindi non c’è una conversione di Mara, lei è un soggetto della Storia che subisce il cambiamento della Storia, come il novanta per cento delle donne italiane in quel periodo.
Per Mara mi sono sforzata di creare un percorso normale, non volevo un’eroina. Volevo una donna che rappresentasse la maggior parte delle donne del periodo, che hanno vissuto il fascismo, l’hanno amato, ne hanno visto le contraddizioni, ne sono state ferite e poi sono emerse, dopo il ’45, con un’altra storia.

Ritanna Armeni
Ritanna Armeni – 10 febbraio 2020 – Milano

Per smontare i nostri nemici bisogna essere onesti. L’antifascismo urlante mi infastidisce molto, lo sento come surrogato di qualcosa che non c’è. Siccome non c’è un modo davvero di bloccarlo, allora si urla. Ma non è così. Bisogna capirne le contraddizioni. Il fascismo ha fatto contro le donne delle leggi pazzesche: avevano un terzo del salario rispetto agli uomini, non potevano insegnare le materie umanistiche (perché lo spirito doveva essere elevato e le donne, che non hanno anima e spirito, non potevano insegnare greco e latino), se andavano all’università dovevano pagare tre volte le tasse degli uomini, non potevano lavorare perché dovevano fare le mogli e le madri. Tutto questo si sa. Ma c’è altro. Io dovevo capire cosa succedeva nella testa delle donne, dovevo capire il loro percorso.


Volevo trovare un modo per ripercorrere le donne fasciste, che ovviamente non erano tutte uguali. Nel romanzo c’è Nadia, che ha una idea precisa del fascismo e la sua libertà è perseguirla fino in fondo. Poi ci sono le due mamme, sono fasciste perché tutti sono fascisti, ma sentono qualcosa che non va, la guerra, i soldi che mancano, insomma non sono fasciste consapevoli. Poi c’è Mara, con tutto il suo percorso. E poi c’è zia Luisa, una fascista vera, convinta di quello che dice il Duce e dei valori del regime, una donna molto intelligente. Una donna che si tiene, va avanti e a un certo punto riordina la sua vita. Resta un faro per Mara, continua a credere nei suoi valori, anche se tutto sta cambiando. Si può essere donne fasciste e intelligenti: volevo sfatare il mito che le donne fasciste fossero tutte un po’ fanatiche e coglione.


L’adesione a un ideale di una donna è più complicata, perché si deve scontrare con gli uomini. Se penso alle donne partigiane, ad esempio, penso a come deve essere stato difficile , durante la guerra, non essere quasi considerate per quello che hanno fatto. Ci devono credere davvero, perché non hanno una gratificazione in più, se mai ne hanno in meno.


Ritanna Armeni

Ritanna Armeni
Giornalista e scrittrice. Ha lavorato come caporedattrice al periodico «Noi donne», poi a «il manifesto» e nella redazione di «l’Unità», a «Rinascita» e, ancora, opinionista sul quotidiano «Il Riformista». Nel 1998 è diventata portavoce dell’allora segretario di Rifondazione Comunista ed ex Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, del quale ha curato, con Rina Gagliardi, il volume Devi augurarti che la strada sia lunga (Ponte alle Grazie 2009). È stata per tre anni conduttrice di “Otto e mezzo” insieme a Giuliano Ferrara. Ha pubblicato Di questo amore non si deve sapere (Ponte alle Grazie 2015), vincitore del Premio Comisso. Tra gli altri suoi titoli usciti sempre con Ponte alle Grazie: La colpa delle donne (2006), Prime donne. Perché in politica non c’è spazio per il secondo sesso (2008), Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte (2018). Mara. Una donna del Novecento (2020).


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