Recensione “Il treno di cristallo” di Nicola Lecca

Nicola Lecca nel suo nuovo romanzo, Il treno di cristallo, ci racconta di un viaggio attraverso l’Europa, con destinazione finale la verità.

Aaron è un giovane gelataio che vive a Broadstaris, Inghilterra, il paese dove spesso soggiornò Ernest Hemingway, e proprio per questo scelto dalla madre Anja, quando scapparono dalla Croazia. Aaron era molto piccolo e la madre scelse di fuggire dall’onta di una maternità sconveniente, essendo lei molto giovane e non sposata, ripudiata dal padre e dalla società.

Aaron ha un rapporto non semplice con Anja. Lei è sempre depressa, persa in un buio che suo figlio non comprende e dal quale è escluso, pur essendone travolto.

Lui infatti si sente quel peso oscuro addosso, come una coperta troppo pesante da sopportare sulle spalle, in grado di infliggere soffocamento invece che offrire protezione e conforto. Aaron è senza padre, lo crede morto fin da quando lui era in fasce. Così gli ha detto la madre, che peraltro si è sempre rifiutata di parlare di quell’uomo, o della terra che hanno abbandonato tanti anni prima.

Inaspettatamente però, il padre Borna, un pianista con un discreto successo artistico, riappare dal passato.

Aaron scopre così che il padre è, in verità, morto appena da qualche giorno, e che lo richiama a sé e alla sua verità attraverso la missiva di un notaio, che lo invita a raggiungere Zagabria per l’apertura del testamento.

A questo punto, di nascosto dalla madre, il giovane escogita il suo piano, intenzionato a raggiungere la Croazia. Parte col cuore pesante, non gli piace mentire alla madre e la sua tormentata relazione online con Crystal è in un momento critico: lui non ne può più di questo amore che gli nega sguardi e carezze. Crystal è solo un insieme di fotografie e una voce. Mancano gli occhi, il sorriso. Lui pretende di incontrarla, lei si nega. Lui soffre, la mette alle strette e lei sparisce nel nulla, lasciandolo solo con mille dubbi a torturargli il cuore e la mente.

Inizia così il lungo viaggio di Aaron, attraverso l’Europa. In quei giorni il giovane visiterà città e incontrerà persone, vivrà esperienze nuove e a volte sconcertanti.

Aaron, per il suo trascorso, non è sicuramente un ragazzo navigato e forse proprio per questo si lascia coinvolgere in situazioni abbastanza surreali. E devo dire che ho trovato alcune di queste circostanze un po’ eccessive, al limite della finzione, ho avuto l’impressione che l’autore abbia un po’ calcato la mano. Ma forse, questo è quello che capita ai viandanti. Forse a loro accade anche di incontrare casualmente persone, di fatto estranee, disposte a dispensare consigli di vita. Aaron ne incontra tante di queste: un avventore in un ostello, un frate in una chiesa, un uomo nel bagno di un Casinò, una suora sul treno. Chissà, forse la bellezza di viaggiare e l’arricchimento spirituale che ne deriva, si nascondono davvero in queste esperienze e in questi incontri?

Nicola Lecca, in questo libro, si fa leggere con piacere, la storia scorre veloce tra le pagine e in alcuni passaggi si ha proprio la sensazione di guardare fuori dal finestrino di un treno in corsa.

Assolutamente apprezzabili i due grandi colpi di scena finali, che chiudono un cerchio narrativo che si rivela perfetto.

Il treno di cristallo è un testo che fa riflettere sulla verità, a cui si ambisce con coraggio, salvo poi volerne fuggire una volta conquistata, se questa si rivela troppo dura da accettare. Fa pensare al perdono, che non è facile da concedere o da accettare per sé. Fa ragionare sulla necessità di riscattarsi, perché anche se si scappa, non lo si può mai fare da se stessi.

(La Books Hunter Barbara)

Il treno di cristallo

Titolo: Il treno di cristallo
Autore: Nicola Lecca
Editore: Mondadori
Pagine: 249
Prezzo di copertina: € 18,00 – ebook € 9,99
Uscita: 21 gennaio 2020
ISBN: 9788804708025

È rimasto solo un modo di scandalizzare: la sincerità.

A Broadstairs, incantevole villaggio della costa inglese, Aaron lavora come apprendista nella storica gelateria Morelli e vive in simbiosi con Anja: una madre depressa e protettiva che gli tiene nascosta l’identità del padre e nulla racconta di Zagabria, la città dalla quale sono fuggiti quando lui era piccolo. Fortuna che Gennarino, il suo migliore amico, è un vulcano di allegria e colora di ottimismo il grigiore trasmesso dalla malinconia di Anja.

Dal canto suo, Aaron ha imparato a essere felice con poco. Gli bastano il sapore del gelato al mandarino, le passeggiate solitarie lungo le scogliere a strapiombo sul mare e le conversazioni con Crystal, la ragazza che ama. Si sono conosciuti online e la loro relazione va avanti da più di un anno: ma è soltanto virtuale. Ogni volta che lui cerca di organizzare un incontro, lei trova mille scuse per rimandare. Eppure Aaron preferisce la sua presenza incompleta al dolore della solitudine.

Finché un evento inatteso sconvolge tutto.

Dalla Croazia arriva la lettera di un notaio che annuncia ad Aaron la morte di quel padre che gli è sempre stato tenuto nascosto, e lo invita a raggiungere Zagabria per l’apertura del testamento. In treno, grazie a un biglietto di Interrail.

Sprovveduto e impreparato alla vita, Aaron affronterà con coraggio la sua piccola Odissea alla ricerca della verità.

Dall’Inghilterra a Zagabria passando per Amburgo, Praga, Lubiana, Bratislava e Szentgotthárd si incontrerà finalmente col mondo: che lo metterà alla prova, fra rischi e tentazioni, offrendo in cambio incontri inattesi e immensa bellezza. Con la sua scrittura cesellata e limpidissima, Nicola Lecca, nel romanzo “Il treno di cristallo” crea un’appassionante fiaba contemporanea. L’ingenuità del suo protagonista, ricco soltanto dei suoi desideri, dà vita a pagine scintillanti che ci offrono la disarmante purezza di uno sguardo nudo: capace di illuminare la complessità del mondo, evidenziando i paradossi delle relazioni online e le ipocrisie delle tante trappole tese per trarre profitto dalle nostre solitudini.

Nicola Lecca - biografia

Nicola Lecca
Scrittore nomade che ha abitato a lungo a Reykjavík, Visby, Barcellona, Venezia, Londra, Vienna e Innsbruck.
La sua raccolta di racconti “Concerti senza Orchestra” (Marsilio 1999) è stata finalista del premio Strega.
All’età di ventisette anni ha ricevuto il premio Hemingway per la letteratura.
Ha scritto, fra l’altro: “Ritratto Notturno” (Marsilio 2000), “Ho visto Tutto” (Marsilio 2003), “Hotel Borg” (Mondadori 2006), “Ghiacciofuoco” (Marsilio 2007), “Il corpo odiato” (Mondadori 2009), “La piramide del caffè” (2013), “I colori dopo il bianco” (Mondadori 2017).
I suoi saggi filosofici “L’amore perduto per l’attesa” e “Di quasi tutto non ci accorgiamo” sono stati pubblicati in olandese dal Nexus Instituut di Tilburg.
Le sue opere sono presenti in quindici Paesi europei.
Nel 2020 esce, sempre per Mondadori, Il treno di cristallo.


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