Intervista a Ilaria Bernardini, autrice per Mondadori di “Il ritratto”

Ilaria Bernardini ha fatto quattro chiacchiere virtuali con noi. In questo periodo dove gli incontri occhi negli occhi sono sospesi, abbiamo avuto il grande piacere di poterle fare alcune domande riguardanti la sua vita di autrice e il suo ultimo libro: “Il ritratto”. Via con le domande!

Carissima Ilaria, grazie di essere nostra ospite e di aver accettato la nostra intervista.

  • Abbiamo letto con soddisfazione il tuo primo romanzo “Faremo foresta” e già lì la tua scrittura ci aveva convinte, appassionate. Con “Il ritratto”, abbiamo riconfermato questi sentimenti. Come abbiamo detto anche nella nostra recensione, “Il ritratto” è la paura di scomparire. Spegnersi lentamente, volutamente a volte. Eppure è tutta una questione oggettiva. Noi diremmo comportamentale. Ti è mai capitato di desiderare, come la protagonista Valeria, di scomparire, anche solo per un attimo, forse allo scopo di vedere l’effetto sugli altri?

Fin da piccola ho avuto questa idea, scherzosa a volte e a volte devastante, di voler provare a scomparire per vedere l’effetto che avrebbe fatto ai miei cari. Non so perché. Forse troppi fratelli Grimm. Forse troppo Incompreso. Di fatto l’imparare a scomparire da piccola c’entrava con vedere quanto avrebbero sofferto per me. L’imparare a scomparire del Ritratto invece, di Valeria e di tutti, ha il segno opposto, è uno scomparire che è un togliersi dal centro della scena, all’ego, dal pensare la propria storia come quella importante da rappresentare, ripetere, raccontare. Un’idea di uno stare sulla soglia, e connessi agli altri, togliendosi di importanza. Scomparendo questa sensazione del proprio ego come importante, in qualche modo, miracolosamente quasi, scompare molto dolore anche, e molta paura.

  • Valeria è l’amante di Martín. Una storia lunga trent’anni che a un certo punto s’interrompe bruscamente e cade nel silenzio a causa del coma. Valeria cerca disperatamente un modo per vederlo ancora, toccarlo, parlarci. Lo trova. Non calcola però l’effetto che questa scelta, non solo avrà su di lei, ma anche su altre persone. Le scelte, dopotutto, possono essere pietre o piume. A te, nella vita, è capitata la consapevolezza di iniziare dalle pietre, per poi accorgerti, come è successo a Valeria, che forse a terra, è ricaduta qualche piuma?

Valeria, come me, come molti di noi, in realtà si chiede continuamente se quello che sta facendo è la cosa giusta, la scelta giusta e la sua battaglia c’entra assolutamente con il senso di colpa. La sua devozione, il suo amore, vengono continuamente intossicati, messi alla prova, da questo dubbio, dall’idea di stare scegliendo da sola qualcosa che aveva promesso a Martìn (e Martìn a lei) che non avrebbero mai fatto. Valeria non ha mai voluto essere la moglie di Martìn, o che non avesse una moglie. Si trova a dovergli dire addio, a volerlo fare ad ogni costo, e solo per questo motivo per la prima volta in trentanni supera una soglia, quella della casa di lui, di Isla, della loro famiglia. E la soglia del loro patto e della trama che avevano deciso per il loro amore.

  • Ci concentriamo ancora un attimo su Valeria. Nel libro è un’affermata scrittrice di racconti. Ricercata in tutto il mondo, sempre in viaggio. E sempre fra i suoi ricordi racconta, associandole ai capitoli veri della sua vita, moltissime sinossi di storie già scritte o da scrivere. Praticamente quasi sempre, e lo dice lei stessa, ruba stralci di vita altrui per creare racconti. A tal proposito, ti va di svelarci i retroscena della tua, di scrittura?

Non mi interrogo mai sulla mia scrittura perché sono troppo superstiziosa e penso che pensarla troppo, analizzarla, potrebbe distruggere un istinto che di certo c’è ed è selvatico, non intellettuale. È sempre stato lì e da quando ho quindici anni scrivo romanzi o racconti. Sono io, sto al mondo così. Per quanto riguarda le abitudini, ho un modo di lavorare ossessivo, diligente, sempre identico e senza mai aspettare l’ispirazione: come se m’allenassi per una maratona o pregassi tutti i giorni, io apro Word, ogni mattina, per 4 o 5 ore almeno, e digito. Quasi ogni giorno cammino anche molto e mentre cammino m’arrivano le trame, i personaggi, i desideri. Come funziona la mia mente circa le idee, la mia voce e il suo suono, che cosa si nasconde dietro alcuni intenti, scelte, gusti, cerco di non osservarlo mai. Temo. Proteggo. Scrivo.

  • Ma parliamo invece della personalità dei tuoi personaggi. Non è facile delineare per ognuno il giusto carattere, specialmente quando sono tanti. Isla, Valeria, Martín (anche se “parla” attraverso i ricordi di Valeria), Antonia, Pamela, Theodora. Oltre a loro, non dimentichiamoci gli altri personaggi più marginali, ma di grande importanza per la storia, come Dimitri, i monaci, Julian, Sybilla (anch’ella rivive nei ricordi di Valeria), Joe. Ci sono così tante personalità e così ben descritte che il lettore non può fare a meno di chiedersi se queste appartengano a persone reali, manipolate, forse almeno un po’, al fine di adattarsi alle vicende narrate, o se nascano e crescano dentro di te, pian piano che la storia prende vita.

È sempre un miscuglio di entrambe le cose per me e tutto è un po’ rubato dalla vita e niente rimane più parte della vita una volta che la storia diventa più vera del vero. Un’altra cosa che succede è che il mondo, per i 5 anni in cui ho scritto questo libro per esempio, per me è stato quello di Valeria e Isla, e non quello mio, fuori dal computer, dallo studio, dal Ritratto.

  • Passiamo a un altro personaggio di questa storia: Antonia, la figlia più grande di Martín. Ragazza ribelle, difficile, alla ricerca della propria identità. Scrivere di adolescenti è sempre molto delicato e diremmo anche complicato. Antonia, al lettore, risulta un personaggio comprensibile, vicino. Dopotutto sta perdendo suo padre, una figura importantissima nella vita di una figlia femmina. Ti sei concentrata molto su Antonia, mentre il ruolo dei gemelli (i figli più piccoli di Martín), hanno avuto un ruolo decisamente più marginale. Hanno qualcosa in comune Antonia e Ilaria? Non parliamo di disgrazie, ma di approccio alla vita, al “sentire”.

In generale scrivere di adolescenza mi piace moltissimo (corpo libero, che ora sto scrivendo come serie con Chiara Barzini e Ludovica Rampoldi aveva come voce narrante una quindicenne per esempio) e Antonia è un personaggio cui sono molto affezionata, è dolce, tormentata, mi fa ridere e mi commuove, e spero tornerà in un prossimo romanzo, così da poter stare ancora con lei. Mi immagino un libro con lei al centro, magari questa del ritratto sarà solo una piccola parte della sua storia quando la rincontreremo, lei avrà 25 o 35 anni: credo abbia ancora molto da dirmi! Ho già cominciato a mettere da parte appunti.

  • Nel tuo libro racconti anche moltissimi luoghi attraverso i quali fai viaggiare Valeria. In quanti di questi è stata Ilaria? Rodi ti appartiene in qualche modo? Londra?

Quasi tutti i luoghi raccontati -anzi forse tutti- sono posti in cui sono stata e proprio mentre scrivevo. Il quartiere di Londra l’ho camminato in lungo e in largo, a Rodi sono andata e ho preso i traghetti di Sybilla e Valeria, a Istanbul ho bevuto lo stesso melograno spremuto e sono entrata nella libreria sul Bosforo. Il bloodymary di sera nell’uppereast side a New York sono andata a bermelo anche io, mangiando le patatine fritte. A Buenosaires però non sono mai stata.

  • Ultima domanda da lettrici e blogger: nella tua testa o, chissà, magari già sul tuo computer, sta prendendo forma un’altra storia? Quali progetti puoi annunciarci?

Sto scrivendo il nuovo film di Ginevra Elkann con Chiara Barzini. La serie di corpo libero con Ludovica Rampoldi e Chiara Barzini. Seguo un po’ la scrittura di Faremo Foresta che diventerà un film. Scrivo articoli. In teoria, ora avevo tantissime date per andare in giro a parlare del ritratto e mi ero presa questo tempo per stare di nuovo nel mondo, con gli altri. Mi sa che invece mi metterò presto a scrivere perché almeno questo vuoto sarà potente, utile, creativo.

Ilaria Bernardini
Ilaria Bernardini

Grazie di cuore a Ilaria per il suo tempo. In bocca al libro!

Grazie a voi e crepi il lupo!

Per seguire Ilaria Bernardini, cliccate QUI.

Please follow and like us:
Tweet 187

Commenti Facebook

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *