“Ragazzo italiano” di Gian Arturo Ferrari e “Giovanissimi” di Alessio Forgione. Candidati al Premio Strega 2020

Parliamo di Premio Strega 2020, con un approfondimento sui dodici libri che accedono alla proclamazione della famosa cinquina.

Continuiamo quindi il nostro viaggio in compagnia di Gian Arturo Ferrari, con “Ragazzo italiano,” e Alessio Forgione, con “Giovanissimi”.

Ragazzo italiano

Titolo: Ragazzo italiano
Autore: Gian Arturo Ferrari
Editore: Feltrinelli
Pagine: 320
Prezzo di copertina: € 18,00 – ebook € 9,99
Uscita: 6 febbraio 2020
ISBN: 9788807033766

«Troncati i legami con il nido, eliminati in pratica obblighi e doveri, Ninni, con suo intimo stupore, scoprì che rimaneva ed esisteva altro. Esisteva lui.»

La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima Rivoluzione industriale della provincia lombarda. Il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano socialdemocratica. E insieme Ninni impara a conoscere le insidie degli affetti, la sofferenza, persino il dolore, che si cela anche nei legami più prossimi. Da ragazzino, grazie alla nonna, scopre di poter fare leva sull’immenso continente di esperienze e di emozioni che i libri gli spalancano di fronte agli occhi.

Divenuto consapevole di sé e della sua faticosa autonomia, il ragazzo si scava, all’insegna della curiosità e della volontà di sapere, quello che sarà il proprio posto nel mondo. Nella storia di Ragazzo italiano si riflette la storia dell’intero Paese. L’asprezza, la povertà, l’ansia di futuro. La vicenda di una generazione figlia della guerra ma determinata a proiettare progetti e sogni oltre quella tragedia.

Un’Italia dove la scuola è la molla di promozione sociale e il futuro è affollato di attese e di promesse. Un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese, nelle vicende familiari di tanti italiani. Ferrari le restituisce corpo e respiro. Senza indulgenze e senza compiacimenti, con uno stile cristallino e non di rado crudo, con un timbro di coraggiosa sincerità. Capace di esprimere la freschezza del protagonista e di una moltitudine di personaggi lampeggianti di futuro.

“Ragazzo italiano” è un libro scritto con uno spirito fanciullesco, nel senso più nobile del termine. Per me avrebbe potuto intitolarsi anche “Giovane”. Il giovane preso per mano lungo queste pagine, negli anni della sua crescita: un antieroe fragile, un bambino che vive circondato da donne, educato da donne, fasciato innanzitutto di stupore. E giovane è anche lo sguardo del narratore che torna ad accostarsi a quel bambino, poi ragazzino, poi ragazzo, nelle tre parti che compongono il romanzo.

Ferrari riporta, ricrea in maniera formidabile, dialoghi che sono tranches di vita, che fanno pensare a certi quadri espressionisti, a certe fotografie di umile gente messa in posa. Hai la sensazione di stare in quelle case, con quelle persone. I dialoghi sono arterie vitali nascoste sotto il tessuto narrativo di un mondo che comunica con noi attraverso queste voci.

Quel tessuto narrativo, poi, possiede una grazia d’altri tempi, connaturata a un’epoca più timida. Un’Italia più giovane, più sprovveduta, l’Italia partorita dalla guerra, con il suo grande gregge di reduci. Mentre Ninni avanza di statura, il mondo intorno muta violentemente, e s’intravede già molto di quello che sarà – il tempo dell’accumulo insensato, della solitudine dei molti, della disgregazione sociale – attraverso la finestra che questo romanzo di formazione apre e lascia aperta. Gian Arturo Ferrari ha scritto un vero romanzo. Perché alla fine cosa si chiede a un romanzo?

Una ricreazione, nel senso dello svago, della nobile pausa nell’esercizio della vita quotidiana, ma anche la ri-creazione di un mondo comune, attraverso uno sguardo e una visione, che ricostituisca un involucro vitale. Perché, in questa polverizzazione culturale che ci sposta sempre un po’ più in là nella nostra solitudine antropocentrica, il vero scopo della letteratura è quello di renderci, finché sarà possibile, un po’ più umani.

Margaret Mazzantini (che ha proposto la candidatura al Premio Strega 2020)
Gian Arturo Ferrari

Gian Arturo Ferrari affianca dal gennaio 2010 l’Amministratore Delegato Maurizio Costa nell’elaborazione delle strategie di sviluppo editoriale in Italia e all’estero, dopo aver guidato la Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997 al 2009.
Dopo la laurea in Lettere Classiche all’Università di Pavia Ferrari si è dedicato, dal 1974 al 1989, all’insegnamento universitario come Professore Incaricato di Storia della Scienza e poi Associato di Storia del Pensiero Scientifico presso l’ Università di Pavia.

Ferrari ha maturato successivamente una forte esperienza in ambito editoriale e culturale, riconosciuta a livello internazionale; ha iniziato il proprio percorso professionale presso la casa editrice Boringhieri in qualità di assistente dell’editore. Successivamente Ferrari è diventato Direttore Libri alla Rizzoli, per poi entrare in Mondadori nel 1997.
Dall’ottobre 2009 Ferrari è Presidente del Centro per il Libro e la Promozione della lettura istituito dal Consiglio dei Ministri.
Nel 2020 esce per Feltrinelli Ragazzo Italiano.


Giovanissimi

Titolo: Giovanissimi
Autore: Alessio Forgione
Editore: NN Editore
Pagine: 219
Prezzo di copertina: € 16,00 – ebook € 7,99
Uscita: 23 gennaio 2020
ISBN: 9788894938562

Dopo l’esordio con Napoli mon amour, Alessio Forgione torna con un romanzo di prime volte, e ci racconta un mondo di ragazzini che crescono da soli,tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all’età adulta.

Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell’assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. Frequenta il liceo con pessimi risultati e le sue giornate ruotano attorno agli allenamenti e alle trasferte: insieme a Gioiello, Fusco e Petrone è infatti una giovane promessa del calcio, ma nemmeno le vittorie sul campo riescono a placare la rabbia e il senso di vuoto che prova dentro. Finché non accadono due cose: l’arrivo di Serena, che gli porta un amore acerbo e magnifico, e la proposta di Lunno, il suo amico più caro, che mette in discussione tutte le sue certezze.

Questo libro è per il primo uomo che è stato davvero sulla Luna. Per chi sogna un’estate su una spiaggia solitaria. Per chi infilava Dylan Dog nei libri di scuola fingendo di studiare, e per chi ha capito che l’amore, quando si presenta, rischia di trasformarci in nuvole. Piccole forme delicate, semplici da distruggere.

Un secondo romanzo (dopo “Napoli mon amour”) di sorprendente compattezza stilistica. Un ritratto malinconico e intenso dell’età che precede la giovinezza e la piena definizione di se stessi. Una vicenda tra goliardia un po’ sbruffona di giovani aspiranti calciatori e tristezza del coabitare di un figlio e un padre dopo che la madre è andata via.

Tra amicizie leali e traditrici insieme, l’emozione dirompente di un primo innamoramento, il disincanto amaro dell'”arte di arrangiarsi” in una periferia di Napoli, Soccavo, con le sue strade erte di trappole e lontane da ogni stereotipata bellezza del golfo poco lontano. Romanzo/silloge delle regole più feroci che ritmano l’ingresso all’età adulta: storia la cui potenza risiede nello sguardo e la voce di un protagonista che occupatissimo a decifrare se stesso, trova spazio tuttavia per far parlare ciascuno. Con quella empatia autentica che è intimamente connaturata solo ai veri scrittori.

Lisa Ginzburg (che ha proposto la candidatura al Premio Strega 2020)
Alessio Forgione

Alessio Forgione è nato a Napoli nel 1986. Scrive perché ama leggere e ama leggere perché crede che una sola vita non sia abbastanza. Il suo romanzo d’esordio, Napoli mon amour, (NN Editore) ha vinto il Premio Berto 2019 e il Premio Intersezioni Italia-Russia; in corso di traduzione in Francia e Russia, verrà portato in scena al Teatro Mercadante di Napoli con la regia di Rosario Sparno. Nel 2020, sempre per l’editore NN, esce il suo secondo romanzo, Giovanissimi.


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