Di blogger e uffici stampa

Ne abbiamo sentito parlar fin troppo in questi giorni, quindi non ci ripeteremo anche noi. Ma qualche altra cosa da dire c’è.

Iniziamo questo editoriale stemperando il clima del web che nei giorni scorsi si era surriscaldato sull’argomento, e per farlo rubiamo una frase allo scrittore Lorenzo Sartori, che sul suo profilo Facebook ha simpaticamente scritto:

Ogni volta che un/a blogger non finisce un libro, un ufficio stampa muore.

In poche parole, ha riassunto l’accaduto, fortunatamente con un bel carico di ironia.

Il fatto è grave, ma se non altro emerge ciò che molte, troppe, persone pensano dei blogger. Vediamo qualche esempio.

“I blogger sono professionisti e visto che i libri vengono loro forniti gratuitamente, hanno l’obbligo di portare a termine la lettura”.

Da Treccani: professionista s. m. e f. [der. di professione] (pl. m. -i). – 1. Chi esercita una professione intellettuale o liberale come attività economica primaria; chi esercita una professione liberale in modo indipendente, senza rapporto di subordinazione nei confronti dello stato o di un datore di lavoro. 
2. Chi pratica una disciplina sportiva come professione fondamentalmente retribuita
3. Per estens.: a. Chi pratica un’attività, generalm. considerata occasionale e non lavorativa, come professione abituale; spesso in tono spreg
b. In senso fig. e iron., chi esercita abitualmente un’attività riprovevole o criminosa
c. Nell’uso com., chi svolge la propria attività lavorativa, qualunque essa sia, con particolare abilità e competenza.

Beh, molti blogger sì, nella vita sono professionisti, ma in altri settori, che nulla hanno a che vedere con i libri. Eh no, non sono pagati per leggere. Eh no, non lo chiedono neanche. Molti. Qualcuno sì.

Blogger

Inoltre, tutto questo scalpore perché un blogger ha espresso un giudizio su un libro non letto per intero. Ve lo ricordate quando, durante una diretta della finalissima del Premio Strega 2017, un giurato dichiarò candidamente che “i libri non li ha letti, li ha solo annusati”? Se non ve lo ricordate, potete leggere questo nostro articolo. Ma la cosa, allora, era stata chiacchierata molto più sotto-tono rispetto alle vicende di questi ultimi giorni.

“I libri si leggono per intero, se poi se ne vuole parlare”.

Ma cos’è la sottoscrizione del patto sacro di lettura? Noi sì, per principio, non molliamo mai una lettura prima della fine. Per principio, perché con l’esperienza abbiamo imparato che a volte, la fine di un libro contiene il segreto che dà un senso a tutto quello che lo ha preceduto. Ma è una scelta, come quella di non arrivare in fondo, come quella di ammettere che la lettura non ha catturato al punto di continuare con le pagine successive. Lo si fa anche col telecomando: se un film non arriva, si cambia canale. E non è che se il giorno dopo lo si dice sui social, si finisce linciati.

“Se ai blogger non arrivassero più i libri gratis, sparirebbero dal web molti blog”.

A dire il vero, questo lo pensiamo anche noi. Pensiamo che in molti approfittino del “sito letterario” per avere letture gratuite. Nel momento in cui queste non dovessero più arrivare, la passione andrebbe scemando. Per tanti altri, invece, continuerebbero le letture, le recensioni, le opinioni. Perché quei blogger sono lettori comuni, come tutti gli altri, a cui interessa solo perdersi tra le pagine inchiostrate.

In quanto all’ufficio stampa oggetto dello scandalo, ogni commento è ormai superfluo. Come abbiamo detto all’inizio, in questi giorni se ne è parlato tanto, e non vogliamo essere noiose riprendendo l’argomento. Una cosa è sicura: è stato bello vedere che molti blogger hanno fatto rete comune, esprimendo solidarietà alla blogger trovatasi al centro della vicenda. Sarà vero che tanti blogger si scannano tra loro (chissà poi per cosa…) ma ce ne sono tanti altri che hanno solo una sana e controllata voglia di condividere una passione autentica.


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