La situazione è grammatica, l’italiano è bello e i blogger sono disoccupati

Chi ci segue sa che, sui nostri canali social, condividiamo spesso i contenuti di questa pagina Facebook, La situazione è grammatica. Sono delle simpatiche canaglie, non c’è che dire. La loro bandiera è l’ironia, con la quale condiscono ogni strafalcione lessicale e non.

Di recente, hanno pubblicato questo post:

Blogger disoccupati

Quando si fa dell’ironia, però, bisogna stare attenti a non scivolare nel cattivo gusto. E qui qualcuno potrà pensare: “Eh certo, tirano in ballo i blogger, e i blogger-con-la-puzza-sotto-al-naso se la prendono”.
Invece no. Perché le due ragazze che gestiscono questo blog (quelle che scrivono questo articolo, per intenderci) amano anche prendersi in giro e mettersi in gioco.

C’è da dire che, con quel post, i simpaticoni della pagina Facebook hanno un tantino esagerato, perché in effetti non è che tutti i blogger siano disoccupati. Come se essere disoccupati fosse uno status da sfigati. Come se poi essere disoccupati fosse una colpa (quantomeno, non lo è sempre). Ci sono persone che a causa di questo problema reale (tanto più ora) sono in una situazione di estremo disagio, e a loro va tutta la nostra solidarietà.

Detto ciò, per nostra grande fortuna, noi un lavoro ce l’abbiamo, quello che ci consente di fare la spesa, di pagare le bollette, di andare in vacanza e comprare libri. Ognuna delle due ha il proprio impiego, che, ahinoi, esula dal nostro amato mondo dei libri. Una si occupa della fonderia di famiglia, dove, oltre alla gestione amministrativa, porta avanti anche il lavoro pratico. È anche assessore alla cultura nel Comune del suo paese. L’altra è occupata da due decenni nel settore dell’informatica, con mansioni commerciali, customer service, assistenza tecnica su gestionali aziendali. Entrambe siamo Socia Media Manager e Copywriter per un’azienda web (dopo aver sostenuto un corso di alta formazione presso l’Università Insubria di Varese). Entrambe, siamo madri di famiglia. Insieme organizziamo eventi culturali e laboratori didattico-letterari con bambini e ragazzi della scuole. Insieme, gestiamo questo blog. Quindi, amici cari di La situazione è grammatica, possiamo onestamente dire di essere molto occupate, altroché. Ma badate bene, non siamo le uniche eh.

Molte altre nostre colleghe (e colleghi) blogger sono felicemente occupate. E felicemente blogger.

L’ironia è una cosa fantastica, l’autoironia ancora meglio. I luoghi comuni lo sono un pochino meno.

Vi è capitato di vedere in giro sui social quel meme che dice: “Essere famosi su Facebook è come essere ricchi a Monopoli”? Ecco, quello è un altro esempio di luogo comune. Fa ridere, certo, e al primo impatto sembra pure vero. Ma provate a dirlo a personaggi che sui social hanno avuto successo e sono pagati fior fiori di quattrini per ogni loro post (no, non usiamo la parola influencer, se no dovremmo parlarne per un giorno intero e non è questo il nostro intento). Critiche e commenti negativi piovono a catinelle e troppo spesso su queste persone, eppure hanno fatto fortuna e nella maggior parte dei casi c’è dietro un lavoro ricercato e una certa competenza in materia web. Insomma, cercar di far ridere è uno dei mestieri più difficili, saperlo fare bene implica usare intelligenza e conoscenza.

Noi ci facciamo una bella risata su questo post, incassiamo l’ironia sulla categoria dei blogger e stiamo al gioco.
Del resto, anche gli scivoloni fanno ridere!


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