Recensione “La forma del silenzio” di Stefano Corbetta

Stefano Corbetta ci accoglie nella sua interpretazione del silenzio. Narra la storia di Leo, sei anni, sordo dalla nascita. Una famiglia la cui vita resta segnata indelebilmente.

La forma del silenzio, quella che Stefano Corbetta delinea con molta naturalezza in questo suo libro, mi ha fatto pensare a quella parte di buio nascosta in ognuno di noi, quella che quando spegni la luce, ci fa sentire tutti uguali, fragili e misteriosi insieme.

Leo è sordo, ma con la lingua dei segni (LIS), riesce a esprimere ciò che pensa e con una maturità che solo a pochi adulti appartiene, Leo esprime se stesso, oltre le parole. Anna, sua sorella, adolescente, entra in quel mondo in maniera del tutto naturale, capace di instaurare con Leo un rapporto profondo.

La vita di questa famiglia cambierà nel momento in cui Leo inizierà ad andare a scuola, non una scuola ordinaria, ma un collegio per ragazzi sordi. Siamo a Milano, nel 1964 e l’istituto è il Tarra, luogo realmente esistito, intitolato a Don Giulio Tarra, che volle usare nuovi metodi di studio, sostituendo il metodo mimico con il metodo orale.

Ed è proprio questo metodo che reca a Leo le prime sofferenze, abituato a comunicare con la lingua dei segni. Leo non vuole più andare a scuola. Il mondo per lui è fatto di segni, di movimenti di mani e braccia, di gesti.

Poi un giorno d’inverno, Leo scompare nel nulla.

Quasi vent’anni dopo, mentre il dolore continua a erodere le vite della famiglia, restando ancorato a una grossa parte di cuore, Anna, che della LIS ha fatto un lavoro, dà appuntamento su richiesta a un nuovo paziente: Michele, un ragazzo sordo che le rivela da chi, secondo lui, è stato portato via Leo.

Anna si ritrova in un vortice di dolore e rabbia. Anna, che aveva imparato a convivere, a restare a galla, in quella nuova forma di silenzio-assenza, si sente di nuovo smarrita. Eppure quella è una rivelazione sì scioccante, ma necessaria per capire, cercare, dare e darsi risposte. Dov’è Leo?

Stefano Corbetta con questa storia tocca inevitabilmente le corde di una paura ancestrale che, non lo sappiamo, ma risiede in ognuno di noi. La sparizione di una persona cara, il non sapere se è viva o morta, solo non vederla più, non poterci più parlare; l’ignoto.

Ecco, è questo il concetto: l’ignoto. Pensateci e per un momento vi mancherà il fiato.

Anna ha la possibilità di cercare risposte, belle o brutte che siano. Ha possibilità che non tutti hanno. Eppure è terribilmente spaventata. Chi non lo sarebbe. La sua vita sta per essere scossa violentemente. È inevitabile allora piegare sui ricordi, attaccarsi a un episodio, rivedere le situazioni da un’angolazione di donna e non più di ragazzina; valutare e valutarsi nell’interezza di una nuova immagine.

Questo è un buon libro. Costringe in maniera silente a conoscersi in situazioni di estremo dolore. L’autore narra con semplicità, non fa delle parole una missione, ma come missione ha farci capire il silenzio.

Ho avuto la netta sensazione che abbia usato il silenzio imposto dalla vita di Leo, per raccontarci quell’altro: quello che ci portiamo dentro. Strisciante, sofferente. Finché un giorno, qualcosa o qualcuno, non gli ridarà voce.

(la Books Hunter Jessica)

La forma del silenzio di Stefano Corbetta

Titolo: La forma del silenzio
Autore: Stefano Corbetta
Editore: Ponte alle Grazie
Genere: Romanzo
Cartaceo: € 16,00 / Ebook: € 9,99
Pagine: 232
Uscita: 27 agosto 2020

Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui.

Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni. All’improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d’inverno del 1964, Leo scompare. A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia.

Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d’inverno.

Stefano Corbetta - autore
Stefano Corbetta

Stefano Corbetta è nato a Milano nel 1970. Accanto alla professione di arredatore di interni, ha affiancato negli anni esperienze in ambiti diversi:la musica jazz, il teatro, la scrittura.

Ha tenuto laboratori di scrittura in alcune scuole dell’area milanese, a Torino e nel Veneto.
Ha esordito nel 2017 con il romanzo “Le coccinelle non hanno paura” (Morellini). “Sonno bianco”, il suo secondo romanzo, è uscito per HACCA nel settembre 2018 ed è stato candidato tra le proposte per il Premio Strega.

Sempre nello stesso anno è stato incluso nella antologia “Lettera alla madre” (Morellini). Nel 2019 ha scritto due racconti che sono stati inclusi nella raccolta “Polittico” (Caffèorchidea) e “Mosche contro vetro” (Morellini). La forma del silenzio è il suo terzo romanzo.

Per conoscere meglio l’autore: https://www.stefanocorbetta.com/


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